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È solo una questione di tempo. Non si sa quando ma, prima o poi, ci sarà sicuramente il momento in cui l’imprenditore avrà la necessità di ricorrere al credito bancario per far fronte a particolari investimenti. Ad esempio per l’acquisto di macchinari, attrezzatura, arredi, per la realizzazione di lavori edili per l’ammodernamento dei locali o molto semplicemente anche per dare spinta alla fase di start-up.

Ma, si sa, ultimamente è difficile ottenere finanziamenti bancari se non coperti da adeguate garanzie. Tuttavia, in alternativa al credito bancario è possibile far ricorso alla finanza agevolata.

La Finanza agevolata è uno degli strumenti a disposizione delle imprese per sostenere investimenti, sviluppare l’attività, favorire l’avvio di nuovi progetti o l’assunzione di nuovo personale a condizioni più vantaggiose di quelle di mercato.

La finanza agevolata si avvale dei seguenti strumenti:

– Finanziamenti agevolati regionali;
– Bandi europei a fondo perduto;
– Credito d’imposta al 50%;
– Rimborso fiscale sugli investimenti in beni strumentali;

Di seguito una serie di bandi e agevolazioni attualmente a disposizione.

BANDO ISI-INAIL che consiste nel contributo del 65% per miglioramento ambienti di lavoro attraverso l’acquisto di nuovi macchinari, attrezzature, autogru, escavatori, muletti e per la sostituzione e rimozione dell’ETERNIT (amianto) per rifacimento tetti di capannoni industriali e laboratori artigianali.

A chi sostiene spese in RICERCA E SVILUPPO per la realizzazione di un nuovo prodotto o di analisi di un nuovo processo produttivo, giusto per citarne alcuni, è riconosciuto un credito d’imposta del 50%.

CREAZIONE D’IMPRESA incentivi fino a 50.000 euro rivolto a disoccupati e maggioranza soci con meno di 30 anni o fino a 1,5 milioni di euro rivolto a occupati e non occupati senza limiti di età per le donne, limite dei 36 anni per gli uomini.

Per la categoria degli AUTOTRASPORTATORI è previsto il rimborso fino a 20.000 euro per acquisto di nuovi camion a gpl/metano oppure rimborso fino a 8.000 euro se diesel nuovi e fino a 5.000 per acquisto di rimorchi e containers.

AGEVOLAZIONI E CREDITI ALL’ESPORTAZIONE per le imprese che vogliono vendere i propri prodotti all’estero. L’agevolazione consiste nel rimborso o nel credito d’imposta a seconda della tipologia di spese sostenute.

Infine per le AZIENDE AGRICOLE è prevista l’erogazione, dal 40% al 50% a fondo perduto per l’acquisto di nuovi trattori e di attrezzature agricole nuove.

Le agevolazioni non mancano. Spetta all’imprenditore, o aspirante tale, cogliere queste opportunità.

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Industria 4.0 – La nuova Sabatini 2018
Posted by:Alberto Liviero, gennaio - 12 - 2018

La Nuova Sabatini è l’agevolazione messa a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico con l’obiettivo di facilitare l’accesso al credito delle imprese e accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese. L’agevolazione si sviluppa attraverso investimenti per acquistare o acquisire in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali

REQUISITI SOGGETTIVI

Possono beneficiare dell’agevolazione le micro, piccole e medie imprese che alla data di presentazione della domanda:

  • sono regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese o nel Registro delle imprese di pesca
  • sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali
  • non rientrano tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione Europea
  • non si trovano in condizioni tali da risultare imprese in difficoltà
  • hanno sede in uno Stato Membro purché provvedano all’apertura di una sede operativa in Italia entro il termine previsto per l’ultimazione dell’investimento

Sono ammessi tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca, ad eccezione dei seguenti:

  • attività finanziarie e assicurative
  • attività connesse all’esportazione e per gli interventi subordinati all’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti di importazione

COSA FINANZIA

I beni devono essere nuovi e riferiti alle immobilizzazioni materiali per impianti e macchinari, attrezzature industriali e commerciali e altri beni ovvero spese classificabili nell’attivo dello stato patrimoniale alle voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4 dell’articolo 2424 del codice civile, come declamati nel principio contabile n.16 dell’OIC (Organismo italiano di contabilità), nonché a software e tecnologie digitali.

LE AGEVOLAZIONI

Consistono nella concessione da parte di banche e intermediari finanziari, aderenti all’Addendum alla convenzione tra il Ministero dello sviluppo economico, l’Associazione Bancaria Italiana e Cassa depositi e prestiti S.p.A., di finanziamenti alle micro, piccole e medie imprese per sostenere gli investimenti previsti dalla misura, nonché di un contributo da parte del Ministero dello sviluppo economico rapportato agli interessi sui predetti finanziamenti.

L’investimento può essere interamente coperto dal finanziamento bancario (o leasing)

Il finanziamento, che può essere assistito dalla garanzia del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” fino all’80% dell’ammontare del finanziamento stesso, deve essere:

  • di durata non superiore a 5 anni
  • di importo compreso tra 20.000 euro e 2 milioni di euro interamente utilizzato per coprire gli investimenti ammissibili

 

L’amomntare del contributo del Ministero dello sviluppo economico è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di cinque anni e di importo uguale all’investimento, ad un tasso d’interesse annuo pari al:

  • 2,75% per gli investimenti ordinari
  • 3,575% per gli investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti (investimenti in tecnologie cd. “industria 4.0”)

cliccando QUI è possibile accedere al portale del Ministero dello Sviluppo Economico ed accedere a tutte le info e alla documentazione necessaria.

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Bilanci Micro Imprese: Novità 2017
Posted by:Alberto Liviero, marzo - 24 - 2017

Una delle principali novità delle nuove regole sul bilancio, in vigore dal 1° gennaio 2016, è l’individuazione, nell’ambito della disciplina del bilancio di esercizio, di tre categorie di imprese: imprese di grande dimensione, imprese di piccola dimensione e micro-imprese. Per quest’ultime le novità sono senz’altro più interessanti.

QUALI SONO LE MICRO IMPRESE

Sono considerate micro imprese le società di cui all’art. 2435-bis del c.c. che, nel primo esercizio o, successivamente, per due esercizi consecutivi, non abbiano superato due dei seguenti limiti (art. 2435-ter comma 1 del c.c.):

– totale dell’attivo dello Stato patrimoniale: 175.000 euro;

– ricavi delle vendite e delle prestazioni: 350.000 euro;

– dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 5 unità.

Sulla base di questi criteri anche imprese con valori importanti potrebbero infatti redigere un bilancio d’esercizio caratterizzato dai soli prospetti contabili e poco più. Ne sono un esempio le holding industriali che spesso non hanno dipendenti o, se li hanno, potrebbero ben essere inferiori alla media annua di 5 unità prevista dall’articolo citato.

ESONERI

Le micro imprese sono esonerate dalla redazione:

– del Rendiconto finanziario;

– della Nota integrativa, a condizione che in calce allo Stato patrimoniale risultino le informazioni previste dall’art. 2427 comma 1, n. 9 (importo complessivo di impegni, garanzie, ecc.) e 16 c.c. (compensi, anticipazioni e crediti verso amministratori e sindaci);

– della Relazione sulla gestione, a condizione che in calce allo Stato patrimoniale risultino le informazioni richieste dall’art. 2428 comma 3, nn. 3 e 4 c.c. (relativi alle azioni proprie).

Inoltre le società che redigono il bilancio delle micro imprese non applicano:

– le deroghe per casi eccezionali (art. 2423 comma 5 c.c.);

– la valutazione dei derivati al fair value (art. 2426 comma 1 n. 11-bis c.c.).

Infine nel caso di superamento, per due esercizi consecutivi, dei limiti dell’art. 2435-ter c.1, l’obbligo di redazione del bilancio in forma abbreviata o ordinaria, a seconda dei casi, scatta fin dal secondo esercizio di superamento dei parametri. La norma però, con riferimento alla temporalità dei due esercizi, non si presta ad un’interpretazione univoca. Così come per le srl che alle spalle hanno solo un anno di attività, il 2016.

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IMPRESE PER CASSA DAL 1° GENNAIO 2017 
Posted by:Alberto Liviero, ottobre - 22 - 2016

Dal 1° gennaio 2017 per le imprese in contabilità semplificata si deroga al criterio della competenza, in favore di un regime per cassa. Costi e ricavi saranno dunque determinati in base agli incassi ricevuti o ai pagamenti effettuati. Non rileveranno più nella determinazione del reddito né le rimanenze finali né quelle iniziali, mentre rimarranno ferme le regole di determinazione e imputazione temporale degli altri componenti positivi e negativi (es. ammortamenti).

LE CONSEGUENZE
La nuova modalità di determinazione del reddito per i semplificati assomiglierà molto a quello già oggi in vigore per i professionisti (ex articolo 54 del Tuir). Il regime presenta così il vantaggio di poter tassare solo le fatture effettivamente incassate e non anche, come spesso avviene, il reddito riferibile a crediti non esigibili in quanto in sofferenza. Anche la base imponibile Irap sarà determinata con le nuove regole facilitando così i calcoli nel passaggio da una forma di tassazione all’altra

L’OPZIONE PER LA CONTABILITÀ ORDINARIA
Il contribuente potrà sempre optare per la contabilità ordinaria, indipendente dal proprio volume di ricavi incassati. I limiti per il passaggio alla contabilità ordinaria obbligatoria restano invece quelli oggi in vigore ossia 400.000 euro per le imprese aventi a oggetto prestazioni di servizi, 700.000 euro per le altre attività.
L’opzione avrà effetto dall’inizio del periodo di imposta nel corso del quale è esercitata fino a revoca e in ogni caso almeno per il periodo stesso e i due successivi

I REGISTRI
Nel regime “di cassa” sarà necessario procedere ad annotare cronologicamente, in appositi registri, i ricavi percepiti e le spese sostenute indicando il relativo importo, e le generalità, del soggetto che effettua/riceve il pagamento, nonchè gli estremi della fattura, così come gli altri componenti positivi e negativi.
I registri tenuti ai fini Iva, potranno sostituire i “cronologici” qualora vi siano separate annotazioni degli incassi e pagamenti

 

 

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