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La Cesta Natalizia: qual è il trattamento fiscale?
Posted by:Alberto Liviero, dicembre - 09 - 2016

In prossimità del Natale è consuetudine per aziende, imprenditori e liberi professionisti acquistare beni da destinare ai propri clienti sotto forma di omaggi. La cesta natalizia o la singola bottiglia ne sono un classico esempio. Ma come comportarsi ai fini delle imposte dirette e dell’IVA? Scopriamolo insieme…

ACQUISTO DI BENI DA CEDERE GRATUITAMENTE AI CLIENTI

(beni che non rientrano nell’attività d’impresa)

IRES/IRPEF

COSTO UNITARIO < 50 €

COSTO UNITARIO > 50 €
Deducibilità integrale

Spese di rappresentanza (limiti di deducibilità)

IVA

COSTO UNITARIO < 50 €

COSTO UNITARIO > 50 €
IVA detraibile

IVA non detraibile

Degli esempi aiuteranno a chiarire il concetto.

L’acquisto di una bottiglia il cui valore è di 60 € la deducibilità non sarà integrale ma subirà i limiti previsti per le spese di rappresentanza (ne ho parlato in questo post) e l’IVA sarà indetraibile. Viceversa se il valore fosse di 15 € l’intero costo sarà deducibile ai fini delle imposte dirette e l’IVA detraibile.

Nel caso invece di una cesta natalizia composta da più beni (bottiglia di olio o di vino, salumi, biscotti, ecc..), il limite dei 50 € è riferito al valore complessivo dell’omaggio e non al valore dei singoli beni che la compongono (circolare 13 luglio 2009, n. 34/E). Quindi ipotizzando un cesto natalizio composto da tre diversi beni di valore unitario pari a 20 € ciascuno, l’omaggio avrà un valore complessivo pari a 60 €, dunque soggetto a deducibilità limitata.

Ai fini IVA c’è un’eccezione qualora gli omaggi siano destinati ai dipendenti. Di fatti, poiché viene a mancare il presupposto della strumentalità o della finalità promozionale del costo sostenuto, l’IVA sugli acquisti non è detraibile, a prescindere dal costo unitario del bene.

CESSIONE DI BENI DA CEDERE GRATUITAMENTE AI CLIENTI

Beni che rientrano nell’attività d’impresa Beni che rientrano nell’attività d’impresa
Imponibile IVA

Fuori campo IVA (art. 2 c. 2 n. 4 dpr 633/72)

Operativamente l’imponibilità ai fini IVA dei beni da cedere comporta l’emissione dell’autofattura o della fattura con rivalsa di iva oppure indicazione nel registro degli omaggi. Generalmente si preferisce l’opzione dell’autofattura, anche per una questione di “eleganza” nei confronti del cliente.

Infine per la cessione di beni la cui produzione e scambio rientrano nell’attività propria dell’impresa vale l’eccezione per quei beni di modico valore, o prodotti con IVA indetraibile o non idonei alla commercializzazione per i quali, infatti, non è prevista l’imponibilità ai fini Iva.

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Omaggi, regalie e spese di rappresentanza…il natale è alle porte.
Posted by:Alberto Liviero, novembre - 25 - 2016

Manca esattamente un mese a Natale, quale momento migliore per pianificare ferie, regali per i nostri cari….e perché no, anche di decidere se e come omaggiare i propri clienti e dipendenti. C’è di che sbizzarrirsi, si va dalla classica cesta alla cena natalizia o, come vuole l’ultima tendenza, molto più semplicemente con un apericena.

Ma come comportarsi dal punto di vista fiscale? Le spese sono deducibili ? 

Il punto di partenza sono le spese di rappresentanza. Senza addentrarci nel tecnicismo del testo normativo e della prassi (per i più audaci l’articolo è il 108 c. 2 del Tuir e D.M 19.11.2008), rientrano nel concetto di spese di rappresentanza tutte quelle spese che rispondono al requisito di inerenza. L’inerenza si intende soddisfatta qualora le spese siano:

  • sostenute con finalità promozionali e di pubbliche relazioni;
  • ragionevoli in funzione dell’obiettivo di generare benefici economici;
  • coerenti con gli usi e le pratiche commerciali del settore.

Così, ad esempio, rientrano nell’alveo della spese di rappresentanza quelle sostenute per feste, ricevimenti e altri eventi di intrattenimento organizzati in occasione di ricorrenze aziendali, festività nazionali o religiose (ad. Esempio il Natale) o inaugurazione di nuove sedi, uffici o stabilimenti dell’impresa o ogni altra spesa per beni e servizi distribuiti o erogati gratuitamente (es. la penna con il marchio dell’azienda).

Attenzione! È necessario che sia soddisfatto il requisito di congruità. Finché la spesa resta al di sotto di 50€ non ci sono particolari problemi legati alla deducibilità. Il discorso cambia leggermente qualora la spesa sia superiore a 50€. In questo caso bisogna commisurare la spesa all’ammontare dei ricavi. Per cui, le spese di rappresentanza saranno deducibili dal reddito d’impresa nella misura pari al:

  • 1,5 % dei ricavi e altri proventi fino a euro 10 milioni;
  • 0,6 % dei ricavi e altri proventi per la parte eccedente euro 10 milioni e fino a 50 milioni;
  • 0,4 € dei ricavi e altri proventi per la parte eccedente euro 50 milioni

Ultima caratteristica, ma non meno importante, è la gratuità. Le spese di rappresentanza sono sempre sostenute a titolo gratuito, in quanto non prevedono per il destinatario la realizzazione di una prestazione, pur fornendo una diretta utilità.

Non perderti i prossimi appuntamenti con i quali scopriremo come inquadrare dal punto di vista fiscale gli omaggi ai clienti e la cena natalizia.


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